Il vecchio scrittore Andrea Giovene, discendente dell’antica famiglia napoletana dei duchi di Girasole, ritorna, dopo tanti anni trascorsi a Londra, alla sua Casa delle Case: il seicentesco Palazzo del Cervo che si affaccia sulla riva del Martorano e che sorge, come tutta Sant’Agata dei Goti, da una Selva oscura.
Qui si ricongiunge con il suo alter ego letterario, Giuliano di Sansevero, e stringe amicizia con il giovane filosofo Cristiano con il quale intavola delle conversazioni sulla condizione umana a base di peperoni, pomodori, melenzane e di buon vino Aglianico e Falanghina.
Con loro c’è Isotta, musa ispiratrice del giovane che concepisce il gioco delle tre ceste e la teoria della libertà.
A fare da sfondo di questo conte philosophique ci sono il misterioso Palazzo e Sant’Agata dei Goti che, ricca di arte e bellezza, storia e mito, si rivela come la fonte della filosofia sia del giovane sia dell’ultimo Girasole.
«Vedi come le figure si muovono e prendono vita – dice il vecchio scrittore alla giovane Isotta davanti al grande affresco del Giudizio Universale – e la loro vita è animata dalla lotta e i due mondi, quello della luce e quello delle tenebre, quello degli angeli e di Dio e quello delle bestie e della natura, hanno al centro come copula mundi la povera e nuda umanità ora santa e ora dannata.»
Giancristiano Desiderio
GLI ULTIMI GIORNI DI ANDREA GIOVENE DI GIRASOLE
Copertina di Marica Caramia
Edizioni Tabula fati
[ISBN-978-88-3305-707-1]
Pagg. 118 - € 11,00