Un nome può essere un destino? O può diventare un’opera d’arte? Il libro affronta una questione solo apparentemente marginale – l’origine del cognome di Gabriele d’Annunzio – per trasformarla in una chiave interpretativa decisiva della sua intera parabola umana e artistica. Al centro dell’indagine vi è il cognome “Rapagnetta”, radice biologica e insieme nodo identitario che il poeta combatté per tutta la vita. Un nome percepito come troppo cacofonico, troppo provinciale, inadatto a sostenere l’immagine dell’esteta, dell’aristocratico dello spirito, del poetavate che egli andava costruendo con lucida determinazione. Rinnegare simbolicamente “Rapagnetta” per incarnare “D’Annunzio” significa compiere un atto radicale di reinvenzione: scegliere il proprio nome come si sceglie un destino.
Silvano Console
DA RAPAGNETTA AL VATE
Il destino di un nome e l’arte di reinventarsi di Gabriele d’Annunzio
Prefazione di Pietro Gibellini
Presentazione di Patrizia Paradisi
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-738-5]
Pagg. 206 - ill - € 16,00