L’uso che in questo saggio si fa del termine reazionario non è politico, riferito alla reazione alle novità rivoluzionarie, in particolare del protestantesimo, bensì letterario, inerente a un rifiuto delle innovazioni stilistiche e una conseguente ripresa degli stilemi “classici” del proprio tempo.
Cesare De Lollis analizza le teorie estetiche di Cervantes, che con il Don Chisciotte aveva scardinato il romanzo cavalleresco, ridicolizzandolo nella figura del protagonista e sottoponendolo a numerose critiche attraverso i discorsi di alcuni personaggi secondari: si pensi alla cernita dei libri appartenenti alla biblioteca dell’hidalgo fatta nel capitolo VI della prima parte del romanzo da parte del barbiere e del curato oppure ai discorsi del canonico dei successivi capitoli XLVII e XLVIII.
Per farlo, lo studioso ci conduce attraverso opere meno conosciute di Cervantes: il romanzo pastorale la Galatea, le gustose Novelle esemplari e soprattutto l’ambizioso romanzo Le peripezie di Persile e Sigismonda (che sarebbe uscito postumo), che unisce il genere avventuroso con un’ambientazione inusuale (l’Europa settentrionale) ed il pieno rispetto dei canoni religiosi tridentini.
Cesare de Lollis
CERVANTES REAZIONARIO
Presentazione di Gianandrea de Antonellis
Edizioni Solfanelli
[ISBN-978-88-3305-702-6]
Pagg. 180 - € 15,00